Canale istantaneo

In Italia il geocomposito UK che indurisce appena idratato

Nel cuore del Piemonte, in un’area collocata nel contesto del Lotto II.6 (Stralcio b, da Alba Ovest alla Tangenziale di Alba) del tratto recentemente messo in esercizio dell’autostrada A33 Asti-Cuneo, sotto le cure dell’omonima concessionaria autostradale e della Direzione Lavori Sina, gruppo ASTM, l’impresa esecutrice Itinera ha realizzato un reticolo di fossi di guardia finalizzati a intercettare le acque di piattaforma, nonché a indirizzarle alle vasche di trattamento.

In un’area specifica di questo percorso idraulico non del tutto idonea a essere raggiunta da attrezzature di “forte taglia”, per un’estensione complessiva pari a circa 1.200 metri quadrati, l’impresa è intervenuta impiegando una soluzione decisamente innovativa nel campo dei materiali, ma con alle spalle una già lunga storia applicativa oltre i nostri confini nazionali.

Stiamo parlando di Concrete Canvas®, un geocomposito made in UK assemblato in stabilimento costituito da materiale cementizio confinato in uno o più strati di geosintetico, nel lessico tecnico-normativo classificabile nella famiglia dei GCCM (Geosynthetic Cementitious Composite Mat). In pratica: un geocomposito flessibile, trasportato in cantiere in rotoli, che indurisce una volta idratato.

Concrete Canvas® è un “materiale altamente tecnologico” frutto della ricerca e sviluppo dell’omonima società produttrice, con sede nel Regno Unito, che nel contesto italiano si avvale anche del valore aggiunto, in materia di cultura dei geostintetici, portato da Harpo seic, distributore esclusivo per l’Italia di questa autentica innovazione, nonché Tender Marketing Partner di AstepON.

Vantaggi plurimi

La tecnologia consente di costruire con il cemento in molteplici contesti applicativi senza la necessità di impiegare impianti di produzione o attrezzature di miscelazione e nemmeno di allestire prolungati e imponenti cantierizzazioni per la posa in opera.

Inoltre, tra i vantaggi non possiamo non sottolineare il fattore “rapidità esecutiva”: CC, premiscelato e pronto all’uso, è fino a 10 volte più veloce da posare  s-ottolineano da Harpo seic – rispetto a soluzioni convenzionali in calcestruzzo. Inoltre, può essere installato anche durante le giornate di pioggia e si adatta a risolvere situazioni operative con accessibilità limitata (esattamente come il sito piemontese).

In più, “è 5 volte più resistente all’abrasione rispetto al cemento Portland e presenta un’ottima resistenza chimica agli agenti atmosferici e ai raggi UV”. Rapidità, dunque, quindi adattabilità (i CC sono anche “sovrapponibili” a opere esistenti) e prestazioni (che includono anche l’impermeabilità e più in generale le proprietà idrauliche), un fattore, quest’ultimo, “corroborato” da molteplici certificazioni.

Tra i benefici merita quindi un posto d’onore la riduzione delle emissioni (fino al 60%) rispetto a un calcestruzzo gettato in opera, in pura ottica LCA Life Cycle Assessment. Si pensi soltanto, a questo proposito, alle ridotte necessità di movimentazioni al servizio del cantiere. Da non trascurare infine, in ottica manutentiva, il fatto che singole porzioni del sistema eventualmente ammalorate possono essere sostituite o ripristinate singolarmente e molto agevolmente.

Sul piano dei benefici l’applicazione in A33, seppur contenuta nei numeri, ci ha già rivelato tutto questo. Un’estensione delle superfici di intervento non farebbe che moltiplicare anche i vantaggi connessi, con soddisfazione di tutti gli operatori in campo e, naturalmente, dei fruitori di territori e infrastrutture.

Azienda | Harpo seic