Protezione di scarpate con benefici operativi
Storia di un “innesto” di tecnologia innovativa generatrice di sicurezza diffusa avvenuto alcuni anni or sono, che ha fatto scuola. Tutto ha inizio nel 2017, da un contesto critico: lungo un tratto della ferrovia Capodistria-Divaccia, in Slovenia, una scarpata fortemente vegetata costituiva un elemento di rischio, soprattutto durante il periodo estivo, in quanto le scintille scaturite in determinate circostanze dall’attrito tra rotaie e ruote dei treni avrebbero potuto innescare principi di incendio nella vegetazione secca del pendio, con possibili gravi conseguenze non solo sul piano della gestione della sicurezza, ma anche su quello dell’esercizio ferroviario.
Si trattava di mettere a terra una soluzione tecnica che aiutasse il gestore dell’infrastruttura ad attuare un’opera di prevenzione complessiva, trasformando un’eventuale “catena del danno” in un “circolo virtuoso” fatto di prevenzione corretta, lungimirante manutenzione ed efficienza della mobilità.
Geocomposito risolutore
Questa la visione a lungo termine, orientata a mettere in sicurezza il tratto risolvendo anche il problema della crescita di vegetazione infestante. Nel “breve”, occorreva anche di fare i conti con una serie di difficoltà tipiche dei contesti ferroviari, legate per esempio all’accessibilità delle aree di intervento o alla necessità di evitare interruzioni e rallentamenti della linea durante i lavori.
Dunque, la soluzione ricercata doveva anche essere di rapida esecuzione ed estremamente funzionale non solo nella messa in opera, ma anche nella logistica. Proprio la “questione logistica” è stato uno dei fattori che ha dissuaso il gestore a effettuare un trattamento di copertura con spritz beton tradizionale, propendendo per un’alternativa che ha dimostrato sul campo di saper assolvere a tutti i compiti assegnati.
Stiamo parlando dei sistemi GCCM (Geosynthetic Cementitious Composite Mat), i geocompositi cementizi flessibili e in particolare di Concrete Canvas®, soluzione sviluppata dall’omonima azienda inglese e portata in Italia (e nel caso specifico anche in Slovenia) da seic, divisione geotecnica di Harpo, che ha sede nella vicina Trieste, Tender Marketing Partner AstepON.
Ridurre il rischio incendi
Tra le principali applicazioni dei geocompositi cementizi in generale e di Concrete Canvas® in particolare, vi sono proprio i rivestimenti protettivi di scarpate ferroviarie, soprattutto (per l’appunto) in quei contesti dove è necessario contenere la crescita della vegetazione infestante e ridurre il rischio di propagazione incendi.
Nell’ottobre 2017 in due soli giorni e contando su un team di appena quattro operatori, la versione CC8TM è stata installata su una superficie di circa 300 m². Il tutto senza dover portare sul posto mezzi pesanti e senza generare interferenze con la circolazione ferroviaria. Una ragione: l’alta innovazione della soluzione, sotto forma di rotoli che induriscono una volta idratati formando così strati di cemento sottili, durevoli, impermeabili e resistenti al fuoco.
Molteplici vantaggi
Rispetto alle soluzioni tradizionali in spritz beton, il GCCM impiegato in Slovenia ha apportato, tra gli altri, i seguenti vantaggi rispetto a soluzioni tradizionali: tempi di posa fino a 10 volte più rapidi, minori esigenze di manutenzione nel tempo, elevata resistenza all’abrasione, facilità di trasporto e installazione in siti ad accesso limitato, efficace contenimento della crescita di piante infestanti e vegetazione secca facilmente infiammabile. I lavori sono stati eseguiti da Monterra d.o.o. per conto di SŽ Infrastruktura d.o.o.

