Un mondo di GCCM

Concrete Canvas® in UK, Irlanda, Svezia, USA e…Italia

Anno nuovo, caro e “vecchio” GCCM in azione. A contrarre tempistiche, consentire di risparmiarsi annose lavorazioni, generare sostenibilità diffusa, prolungare la vita utile di strutture e infrastrutture. La sigla sta per Geosynthetic Cementitious Composite Mat e contraddistingue, per esempio, un’innovazione continua quale è Concrete Canvas®, portato in Italia dallo specialista Harpo seic, divisione geotecnica del Gruppo Harpo (Tender Marketing Partner AstepON), che collabora strettamente con l’omonimo sviluppatore UK.

Si tratta, semplicemente e sempre sbalorditivamente, di un geocomposito (pluricertificato) a matrice cementizia in rotoli che, una volta idratato, si trasforma in superficie cementizia. I punti di forza che poco sopra abbiamo riassunto sono accomunati dalla dimensione del “tempo” (contrarre, prolungare…). Ma un valore analogo, anzi in crescita permanente effettiva, è correlabile alla dimensione dello “spazio”, perché Concrete Canvas® si sta diffondendo a macchia d’olio – anzi a rotolo di cemento – in Italia (Piemonte, Emilia-Romagna, Sicilia, grandi e piccoli cantieri…) e in giro per il mondo, in vari contesti applicativi: canali, fossi di guardia, scarpate ferroviarie, coperture da sversamenti o infestanti, ecodotti, relining di tubature.

Diffusione planetaria

A proposito di diffusione planetaria, vi proponiamo qui un piccolo viaggio attraverso recenti applicazioni Concrete Canvas® il cui punto di partenza è un link dello stesso produttore. Cliccandolo, si approda a una pagina LinkedIn in cui sono state raccolte una serie di schede, testuali e fotografiche, che forniscono un colpo d’occhio piacevolmente impressionante di quanto questa tecnologia rivoluzionaria sta facendo e può fare.

Si parte dalla Svezia, dove il gecomposito è stato impiegato in un bacino di raccolta acque a supporto e protezione di una membrana impermeabilizzante. Il viaggio prosegue in Irlanda, con un progetto di difesa fluviale, con controllo di specie arboree infestanti ed erosione.

Quindi si vola Oltreoceano, in California e Montana (USA) per raccontare altre storie di water management e manutenzioni rapide e ad un tempo migliorativa, per tornare in Europa, per l’esattezza nel nord del Regno Unito, con altri due casi studio, ancora di controllo infestanti e di protezione pendii in prossimità delle pile di un ponte della A68.